Presa diretta
Aprire tagli, fenditure, su masse di colori e forme, su qualcosa che trattiene, pulsa ma non dice, come un suono cupo e lontano.
Ciò che mi interessa è “rendere visibile” una realtà che con la ragione condivide i confini della mente umana ma che ha bisogno di altri strumenti per essere “compresa”.
Il movimento che si produce non è quello che mira a dare rappresentazione a qualcosa che si pretende così di conoscere meglio, bensì quello che desidera tornare alle cose al di qua della loro costruzione scientifica e intellettuale e delle parole che la dicono.
Il quadro allora, non sarà la traduzione di un pensiero già chiaro che vuole dare senso a ciò che vediamo ma, il senso, sarà il risultato di un semplice rendere visibile: è un senso “figurato”. La concezione non precede l’esecuzione, il senso non precede il fare, non abita nelle cose o dentro l’artista.
La sua realtà può essere percepita come forza, intensità, attrazione. L’identità di forme e colori che può assumere, è frutto di pura invenzione creativa, non più vincolata alla descrizione e libera da significati precostituiti: non si allontana nella rappresentazione, non si dissolve in essa. La materia di cui si compone è il peso e la forza di penetrazione del ferro tagliato, l’intensità dei colori, l’attrazione magnetica delle forme.





