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Quando il gioco si fa duro… Azzeramento con ristrutturazione? Non sono d'accordo Tiziana. Certo, se mi prendi alla lettera hai ragione tu. Ma non si deve (e mi verrebbe da dire non si può) prendere alla lettera il concetto di azzeramento. Va visto in trasparenza, non è possibile cancellare tutto, anche volendo, come si potrebbe, a meno di pensare che sia possibile con una semplice gomma, tornare ad essere dei primitivi o degli infanti ancora in fasce, e perchè poi? L'azzeramento dello sguardo che propongo fa piuttosto riferimento ad un atteggiamento consapevole, che per essere ottenuto ha bisogno di tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione; io la vedo come una condizione del "guardare" che riesce a porsi al di qua, prima, di qualsiasi giudizio-crosta che possa condizionarne la visione. Nello sguardo di chi apre gli occhi come fosse la prima volta, quel come fosse è determinante. Non c'è bisogno di abbandonare nessuno dei nostri bagagli di conoscenza, anzi è proprio questo il momento in cui più servono.
Trovi il termine azzeramento troppo radicale? Dipende da cosa viene posta questa necessità, la sua radicalità comunque vuole essere soprattutto provocatoria, anche se per il trittico potrebbe essere la cosa più utile. E comunque, come dicevo nello scritto precedente, potrebbe essere che sto dicendo un mucchio di stramberie.. già mi confondo nel pensiero, immagina tu cosa può succedere quando pretendo pure di scrivere sopra le cose che penso…
L'altro giorno ho conosciuto un artista, una bella persona, anziano ormai e malato. Parlava al pubblico presente e tra le diverse cose raccontò un piccolo aneddoto. Una signora lo avvicinò mentre guardava i suoi quadri e gli disse: io sono ignorante e non capisco bene… però i suoi quadri mi piacciono molto. Lui le rispose che non doveva dire che era ignorante, che non c'entrava niente con i suoi quadri. Ignorante, colto, intelligente… non c'entrano niente con i miei quadri.
ciao Tiziana e grazie davvero per il tuo prezioso contributo.
"Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un'esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell'inconscio."
(Stanley Kubrick)





